|
1.
Mind's State è un disco inaspettato per chi ti ha conosciuto con I Must
Be Wrong, ma prima ancora di parlare della sperimentazione sonora emerge
questa tua passione per la psiche umana, come mai?
Si, è vero, Mind's State è un altro mondo rispetto ad IMBW. Già il
titolo dice tutto :). È molto tempo che sono affascinato dall'inconscio
e tutto quanto si nasconde dentro alle nostre teste e mi piaceva l'idea
di provare a portare in musica questi 'stati mentali'. Diciamo che c'è
molto Freud in questo :)
2. Veniamo dunque al disco. 2 anni di silenzio prima della sua
uscita e l'immersione in un mondo diverso in cui ti rendi non solo
compositore ma anche ingegnere del suono. Quanto ti ha reso più maturo
questa esperienza? E quanto ti ha aiutato collaborare con Steven
Carling?
Beh sicuramente lavorare con Steven mi ha permesso di focalizzare tutta
la mia attenzione sui temi che trattavo… è stata questa l'essenza
della sua presenza.
L'ingegnere del suono lo ero anche nel precedente 'I Must Be Wrong' e lo
sono nell'ultimo 'Time Of Vår', quindi è stata la parte più
"rilassante" dell'intero progetto. Ma la cosa fondamentale è
che lavorare ad un disco così complesso, anche se intrapreso nella più
assoluta serenità, non è stato facile, proprio per i temi che ho
trattato… quindi cercare di entrare dentro a quegli 'stati' mi ha
aiutato molto. Un'esperienza molto interessante…
3. Come nasce la sfida di un album strumentale e così raro nel
suo genere?
Come tutte le cose, per gioco! E molto lo devo anche ai miei vicini.
4. Di album come Mind's State non se ne sente tanto parlare nel
mondo discografico di larga diffusione, chi credi che possa essere lo
stereotipo dell'ascoltatore prediletto di un disco come questo?
Forse molti appasionati di musica classica potranno avvicinarsi ad un
rocckettaro come me grazie a questo disco, per poi rimanere anche nei
prossimi e seguirmi fino a quando avrò la barba bianca e con il bastone
salirò sul palco per cantare "all you need is love"… no
scusa, ho l'identità un po' confusa… sai, mi succede spesso da quando
ho iniziato a lavorare a questo disco (ride ndr.).
Beh mi auguro di aver incuriosito pure quelli che mi hanno conosciuto
con IMBW, e che lo ascoltino… anche perché la musica è bella tutta,
ed è giusto ascoltarla.
5. Dietro un artista c'è sempre un idolo a cui ispirarsi. Per la
tua anima rock calza alla perfezione la tua dedizione per Paul
McCartney, ma per l'impatto di Mind's State chi potrebbe accostarsi alla
tua ricerca? (mi sembrava ci fosse qualche leggerissima contaminazione
dei Genesis ai tempi di Peter Gabriel o qualcosa come gli Emerson Lake
and Palmer o sbaglio?)
Beh hai nominato dei grandi gruppi… però da parte mia non ci sono
idoli prestampati per ogni genere di musica, come dicevo prima mi piace
ascoltare un po' di tutto… poi logicamente anche io ho i miei gusti,
ma ho già fatto l'errore di precludermi la possibilità di ascoltare
musica considerandola NO ancor prima di far girare il pezzo… e per
motivi sciocchi. Quindi, sicuramente dentro questo disco puoi trovare i
Beatles, i Genesis, un goccio di Brian Eno, Mastroianni, Chaplin, le
confezioni di cereali, una maglietta sporca ma attillata, i fiori, la
notte… beh la musica è anche questo, no?
6. Quanto tempo ci è voluto per prendere coscienza del progetto
di Mind State dall'ideazione al prodotto finito?
Una settimana… più qualche anno :)
7. Il tuo è uno spirito viaggiatore: Elfland con la tua Toscana e
la tua sala d'incisioni ma anche Londra e soprattutto la Svezia e la
Norvegia: di che 'nazionalità' è Mind's State?
Mmm, fammi pensare… è senz'altro del nord, l'unico collegamento che
potrei fare è questo. Ho invece fatto altre associazioni con i colori.
Per esempio 'I Must Be Wrong' lo vedo color celeste scuro, come lo è
infatti un po' la copertina, e così Mind State lo vedo con il colore
marrone… beh no, non sono schizofrenico, sto bene… il disco non mi
ha poi fatto così male ;)
8. Dopo quest'esperienza hai ricominciato con la tua vena rock con
l'album Time Of Vår (2005), quindi Mind's State si può considerare
come una parentesi chiusa?
Forse. Al momento non mi interessa continuare su questo filone perché
l'ho appena fatto, ma in futuro non so… . Dipende da che vicini troverò
:)
9. Alla fine si potrebbe quasi dire che in certi aspetti
l'impostazione di Mind's State richiama una visione molto ampia, un po'
la musica classica. Ritieni dunque ancora fondamentali le tue radici
musicali cominciate proprio con questo genere?
Io penso che tutti noi siamo delle grandi spugne e assimiliamo tutto ciò
che ci passa intorno… uno cresce e va avanti, ascolta molta musica, fa
altre cose, viaggia e assimila tutto, volente o nolente… ma qualsiasi
cosa faccia le sue radici rimarranno sempre e anzi saranno la sua base,
il suo punto di riferimento. Comunque credo che in questo disco ci siano
pazzie "riconoscibili", nel senso che ci sono dei richiami
alla classica come nell'ultimo 'Kisses' e richiami alla sperimentazione
oppure al rock… però visto in chiave sperimentale. È un percorso
nella psiche umana, vista da un rockettaro.
10. Musica classica, rock, blues, folk, pop e sperimentazioni. Hai
ancora in mente qualche nuovo campo musicale su cui costruire?
E' un po' di tempo che avrei voglia di un ritorno a brani di 3 minuti.
Un po' lo stile rock'n'roll dove in quei pochi attimi devi racchiudere
una vita… più essenziali e freschi. Beh vedremo :)
|