MIND STATE

INTERVISTA

di Chiara Marra

apparsa su ciao.it e su degnidinota.it il 24 Febbraio 2006 con la recensione dell'album


1. Mind's State è un disco inaspettato per chi ti ha conosciuto con I Must Be Wrong, ma prima ancora di parlare della sperimentazione sonora emerge questa tua passione per la psiche umana, come mai?

Si, è vero, Mind's State è un altro mondo rispetto ad IMBW. Già il titolo dice tutto :). È molto tempo che sono affascinato dall'inconscio e tutto quanto si nasconde dentro alle nostre teste e mi piaceva l'idea di provare a portare in musica questi 'stati mentali'. Diciamo che c'è molto Freud in questo :)

2. Veniamo dunque al disco. 2 anni di silenzio prima della sua uscita e l'immersione in un mondo diverso in cui ti rendi non solo compositore ma anche ingegnere del suono. Quanto ti ha reso più maturo questa esperienza? E quanto ti ha aiutato collaborare con Steven Carling?

Beh sicuramente lavorare con Steven mi ha permesso di focalizzare tutta la mia attenzione sui temi che trattavo… è stata questa l'essenza della sua presenza.
L'ingegnere del suono lo ero anche nel precedente 'I Must Be Wrong' e lo sono nell'ultimo 'Time Of Vår', quindi è stata la parte più "rilassante" dell'intero progetto. Ma la cosa fondamentale è che lavorare ad un disco così complesso, anche se intrapreso nella più assoluta serenità, non è stato facile, proprio per i temi che ho trattato… quindi cercare di entrare dentro a quegli 'stati' mi ha aiutato molto. Un'esperienza molto interessante…

3. Come nasce la sfida di un album strumentale e così raro nel suo genere?

Come tutte le cose, per gioco! E molto lo devo anche ai miei vicini.

4. Di album come Mind's State non se ne sente tanto parlare nel mondo discografico di larga diffusione, chi credi che possa essere lo stereotipo dell'ascoltatore prediletto di un disco come questo?

Forse molti appasionati di musica classica potranno avvicinarsi ad un rocckettaro come me grazie a questo disco, per poi rimanere anche nei prossimi e seguirmi fino a quando avrò la barba bianca e con il bastone salirò sul palco per cantare "all you need is love"… no scusa, ho l'identità un po' confusa… sai, mi succede spesso da quando ho iniziato a lavorare a questo disco (ride ndr.).
Beh mi auguro di aver incuriosito pure quelli che mi hanno conosciuto con IMBW, e che lo ascoltino… anche perché la musica è bella tutta, ed è giusto ascoltarla.

5. Dietro un artista c'è sempre un idolo a cui ispirarsi. Per la tua anima rock calza alla perfezione la tua dedizione per Paul McCartney, ma per l'impatto di Mind's State chi potrebbe accostarsi alla tua ricerca? (mi sembrava ci fosse qualche leggerissima contaminazione dei Genesis ai tempi di Peter Gabriel o qualcosa come gli Emerson Lake and Palmer o sbaglio?)

Beh hai nominato dei grandi gruppi… però da parte mia non ci sono idoli prestampati per ogni genere di musica, come dicevo prima mi piace ascoltare un po' di tutto… poi logicamente anche io ho i miei gusti, ma ho già fatto l'errore di precludermi la possibilità di ascoltare musica considerandola NO ancor prima di far girare il pezzo… e per motivi sciocchi. Quindi, sicuramente dentro questo disco puoi trovare i Beatles, i Genesis, un goccio di Brian Eno, Mastroianni, Chaplin, le confezioni di cereali, una maglietta sporca ma attillata, i fiori, la notte… beh la musica è anche questo, no?

6. Quanto tempo ci è voluto per prendere coscienza del progetto di Mind State dall'ideazione al prodotto finito?

Una settimana… più qualche anno :)

7. Il tuo è uno spirito viaggiatore: Elfland con la tua Toscana e la tua sala d'incisioni ma anche Londra e soprattutto la Svezia e la Norvegia: di che 'nazionalità' è Mind's State?

Mmm, fammi pensare… è senz'altro del nord, l'unico collegamento che potrei fare è questo. Ho invece fatto altre associazioni con i colori. Per esempio 'I Must Be Wrong' lo vedo color celeste scuro, come lo è infatti un po' la copertina, e così Mind State lo vedo con il colore marrone… beh no, non sono schizofrenico, sto bene… il disco non mi ha poi fatto così male ;)

8. Dopo quest'esperienza hai ricominciato con la tua vena rock con l'album Time Of Vår (2005), quindi Mind's State si può considerare come una parentesi chiusa?

Forse. Al momento non mi interessa continuare su questo filone perché l'ho appena fatto, ma in futuro non so… . Dipende da che vicini troverò :)

9. Alla fine si potrebbe quasi dire che in certi aspetti l'impostazione di Mind's State richiama una visione molto ampia, un po' la musica classica. Ritieni dunque ancora fondamentali le tue radici musicali cominciate proprio con questo genere?

Io penso che tutti noi siamo delle grandi spugne e assimiliamo tutto ciò che ci passa intorno… uno cresce e va avanti, ascolta molta musica, fa altre cose, viaggia e assimila tutto, volente o nolente… ma qualsiasi cosa faccia le sue radici rimarranno sempre e anzi saranno la sua base, il suo punto di riferimento. Comunque credo che in questo disco ci siano pazzie "riconoscibili", nel senso che ci sono dei richiami alla classica come nell'ultimo 'Kisses' e richiami alla sperimentazione oppure al rock… però visto in chiave sperimentale. È un percorso nella psiche umana, vista da un rockettaro.

10. Musica classica, rock, blues, folk, pop e sperimentazioni. Hai ancora in mente qualche nuovo campo musicale su cui costruire?

E' un po' di tempo che avrei voglia di un ritorno a brani di 3 minuti. Un po' lo stile rock'n'roll dove in quei pochi attimi devi racchiudere una vita… più essenziali e freschi. Beh vedremo :)