|
di
Dimitri Buffa
Pubblicato su
l'Opinione
delle libertà - Quotidiano nazionale, edizione n° 261
radioradicale.it - Blog di Dimitri Buffa
29 Novembre 2007
ESCE “SONGS” DI NICOLA
BARGHI:
UN CANTAUTORE ITALIANO CRESCIUTO A PANE E BEATLES
Quando i fan dei Beatles crescono che cosa
fanno?
Nel caso di Nicola Barghi da Pontedera, che nella propria bio online
specifica di “essere cresciuto a pane e Beatles”, diventano
cantautori. Con la segreta aspirazione di inverare il detto, o il
luogo comune, dell’allievo che supera il maestro. O del fan che
supera la band.
E così il suddetto si presenta di nuovo al pubblico con
un’antologia, “Songs 200-2006”, che esce in questi giorni e che si
pone idealmente come ricerca sonora beatlesiana. Ricerca che viene
dopo il relativo successo del dvd “Tribute to the Beatles”, cioè la
raccolta in video di uno spettacolo che si compone di una trentina
delle canzoni più famose del quartetto di Liverpool che la band di
Barghi riesce benissimo a rievocare.
In realtà qualche atmosfera di “Songs” ricorda più i vecchi e
indimenticabili “Genesis” con Peter Gabriel, quelli senza sono tutta
un’altra storia, che d’altronde già all’epoca qualcuno giudicava,
ben prima dei “Marillion”, come i legittimi eredi della melodia di
Lennon e Mac Cartney e del loro meraviglioso delirio onirico.
E questo vale soprattutto per la canzone numero 6 del cd, “I cannot
be late”, che ricorda l’indimenticabile “Harold the barrell” dei
primi Genesis contenuta nel Lp “Nursery crime”. Per non sapere né
leggere né scrivere questo “Songs” me lo sono inglobato nel mio ipod
da 160 giga. Non si sa mai.
In un’Italia tragicamente inflazionata dalle Laure Pausini e dalle
loro melodie da sciampiste, questo toscanaccio Nicola Barghi può
forse rappresentre una speranza per tutti noi. Quantomeno di
riscatto del pop progressive che fu molto alla moda negli anni ’70
con la Pfm e con il Banco del mutuo soccorso e che attualmente
fatica ad emergere nel mare inquinato della musica italiana. Che,
come direbbe Battiato che li ha presi tutti per il culo, è sommerso
soprattutto da immondizie musicali.
Dimitri Buffa
l'Opinione
delle libertà
radioradicale.it
|